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Una lettera ai tempi di internet

L’ emozionante esperienza presso l’Istituto Comprensivo di Tito (PZ) è cominciata a febbraio 2017 e continua attraverso l’esperienza laboratoriale guidata che mira a far riflettere sulle conseguenze  dell’uso improprio, che spesso si fa, dei social network.

Un primo ciclo di attività ha visto coinvolti tutti gli adolescenti delle prime classi della scuola secondaria di primo grado dell’ I.C. di Tito, successivamente sono stati coinvolti i genitori di tutti gli alunni della scuola ai quali sono state illustrate le nuove modalità comunicative sottolineando come i nuovi media non vadano demonizzati ma, piuttosto, sia necessario educarsi al loro corretto uso.

Nei prossimi giorni, le attività, vedranno impegnati ragazzi appartenenti alle terze classi della stessa scuola.

In un primo momento è stato utile fornire informazioni circa la rilevanza del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, le modalità indirette e sottili con cui si esplica favorendo un processo di consapevolezza sia dell’origine di questo atteggiamento che della modalità attraverso la quale la violenza in rete può essere dannosa e, in alcuni casi, letale.  Successivamente si è proceduti con il racconto di “una storia di ordinario bullismo e cyberbullismo”.                                                                                                                                       Perché una storia? Perché una storia, soprattutto, si ricorda.

Da questa si può imparare molto circa le motivazioni che spingono i diversi protagonisti della stessa ad agire in modo prepotente o a subire le umiliazioni, si può intuire il turbamento emotivo presente nella maggior parte delle persone sottoposte ad angherie o gli stati d’animo di chi assiste alle vicende  rimanendo, colpevolmente, omertoso di fronte alle violenze. A questo punto, è stato semplice chiedere ai ragazzi di scrivere una lettera ai protagonisti della storia, una lettera che potesse raccogliere dei suggerimenti per vittime, carnefici e spettatori, che li stimolasse a rendere comprensibile ciò che hanno dentro. Una lettera ai tempi di internet rappresenta il tempo della riflessione; come afferma Tonioni, “ (…) La «portabilità» della comunicazione ha di fatto ridotto i tempi delle nostre attese, compromettendo la nostra capacità di aspettare e quindi di desiderare, perché provare un desiderio implica l’idea di avere un tempo per raggiungere la sua soddisfazione, diversamente da ciò che accade di fronte ad un desiderio improcrastinabile che necessita di una risposta immediata”.

Ed ecco, allora, che le emozioni si trasformano in parole e in possibili suggerimenti per un aiuto concreto ad una vittima di cyberbullismo; “Cara Alessandra, (…) Mario fa solo finta di divertirsi quando lo prendete in giro (…) è triste e vorrebbe farlo capire agli altri. Non vuole sentirsi più debole di quanto si senta già. Tu però potresti aiutarlo: parla con lui, coinvolgilo nelle attività che fate tu e i tuoi amici”. Oppure: “ Cari amici di Mario, con questa lettera vogliamo dirvi come si sente Mario realmente; si sente triste e solo e finge di divertirsi per non sembrare debole. Per aiutarlo vi suggeriamo di non diventare complici del bullo e supportarlo perché il bullo fa subire atti di bullismo alla vittima solo quando si sente apprezzato per far vedere la sua potenza ad un pubblico.”  La consapevolezza che le molle che scatenano il cyberbullismo sono generalmente anche le asimmetrie, dovute a differenze di genere, di etnìa, di ideologia sociale o intellettuale, porta gli adolescenti ad escogitare alleanze positive per sconfiggere il fenomeno: “ (…) rivolgiti alle persone della tua famiglia e ai professori; non sei tu ad essere sbagliato perché ognuno di noi deve essere libero nelle sue scelte, in realtà sono i bulli ad essere sbagliati nel loro comportamento”.

E’ stato facile condurre l’attività che è stata sostenuta, nei giorni precedenti, dal lavoro delle insegnanti, che mi ha permesso di mobilitare le risorse interne dei ragazzi con l’obiettivo di fornire agli stessi strumenti per prevenire, affrontare e gestire le varie sfaccettature del bullismo e cyberbullismo.

 Vita Buongermino, psicologa

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